C’è un semaforo, uno scenario di abbandono, e per un attimo la mente corre in altre direzioni: arrivo lì davanti, quasi temo di finire in un luogo di mistero, di fantasmi nascosti nei dintorni, pronti a farti paura.
Poi bastano pochi metri — diciamo pure qualche chilometro — e arrivo a Vigolo, piccolo borgo montano affacciato sul lago d’Iseo, per una serata dal titolo “Passeggiar Mangiando”.
È merito di una mia amica che, con suo marito, ci ha ospitato a casa sua nel paesino limitrofo di Parzanica. Oltre a regalarci una boccata di aria fresca e pura, lontana dal caos della metropoli, ci ha invitati a festeggiare questa festa. Insieme a noi un’altra coppia, abitanti da oltre 30 anni lì a Parzanica. In 6 ci avventuriamo, illegalmente, in stradine abbandonate che ci avvicinano man mano non in un luogo ma in una realtà.
E quello che vivo, anche solo pochi secondi dopo aver ricevuto il benvenuto, non si può raccontare. Forse si può provare a fotografarlo, ma niente spiega quella sensazione di tempo sospeso che regala la gente tra le strade. Da anni, ormai, in questo periodo dell’estate — un weekend tra metà e fine luglio — il paese si trasforma in un vero e proprio ristorante diffuso a cielo aperto: sono i volontari del posto, tra Alpini, Protezione Civile e Pro Loco, a mettere in piedi ogni edizione, con la disponibilità dei proprietari che aprono i loro cortili privati, di solito nascosti e silenziosi, e la collaborazione del Comune per gli spazi pubblici. Le case si aprono al pubblico per assaggiare i piatti tipici e bere 1, 2, 3… bicchieri di vino, muovendosi di tappa in tappa lungo un percorso enogastronomico che tocca gli angoli più suggestivi del borgo, dall’aperitivo fino al dolce, tra salumi, primi della tradizione bergamasca, grigliate, formaggi locali e musica dal vivo. Cammino tra viuzze lastricate, archi, portoni antichi e balconcini in legno addobbati di fiori, e ogni cortile è una scenografia diversa, curata nei minimi dettagli dagli stessi abitanti.
Ed è proprio salendo tra queste viuzze che il lago si prende la scena. Vigolo sta appollaiato sulle alture sopra il Sebino, ai piedi del Monte Bronzone, e basta affacciarsi tra due case per ritrovarsi il bacino del lago d’Iseo steso davanti, con Monte Isola che galleggia in mezzo come una sagoma scura. Chi ha fiato e voglia di camminare, da qui può salire fino alla cima del Bronzone, da dove — dicono — nelle giornate limpide lo sguardo arriva fino a Franciacorta e Val Camonica, e c’è persino una campana in vetta che è tradizione suonare una volta arrivati in cima. Nel paese, tra una tappa e l’altra del percorso, capita anche di imbattersi nella “big bench” di Vigolo, un’enorme panchina turchese e rossa diventata quasi un simbolo del borgo — piazzata lì, dicono, senza un vero perché, se non quello di far fermare la gente a guardare il panorama.
Un bar bottega ci ripara, ad un certo punto della serata, dalla pioggia, dentro una signora lì da una vita, fiera del suo luogo incustodito e di cui è parte integrante, un ambiente rustico ma così vissuto, familiare…e sospeso nel tempo come ci mostra un jukebox fermo alla fine degli anni ’80 !
Peccato, come dicevo, per la pioggia che ha voluto rovinarci un po’ i piani, ma il rientro a casa, con il lago sullo sfondo e i fulmini a disegnare linee in cielo, ha reso tutto ancora più irreale e, lasciatemelo dire, magico. Il buio, l’acqua che scende, le luci del paese alle spalle e quei lampi che per un istante illuminano tutto il bacino del lago: sembrava di guardare un quadro che si accendeva e si spegneva.
La mia amica Simona, tra l’altro, nella strada del ritorno ha portato con sé una torcia che poteva illuminare un grattacielo, quindi tra tuoni in lontananza, semi ombre e tanta wild natura sembrava quasi di vivere una serata dai risvolti thriller.
Questo momento ha reso tutto più iconico e unico. Questo ci dimostra che a volte non serve una New York, una Dubai o un posto necessariamente too much, ma che un piccolo posto può regalarci momenti indimenticabili — ovviamente tutto è ancora più bello se la compagnia che ti circonda è super. Come dico sempre, i posti li fanno anche gli amici e le belle persone che ci accompagnano.
Se vi capita, l’anno prossimo fateci un salto, non ve ne pentirete. Io credo che proverò ogni anno a tornare, per essere parte dell’ospitalità del paese e della festa. E ci porterò tanti, ma tanti amici! Le cose belle vanno condivise, anche i luoghi. 🤗
A presto
Super Nerd Verse






