"Una voce nella notte" di Armistead Maupin: non solo una ma un coro di tante voci in un romanzo introvabile.
I libri amati da Super Nerd Verse
Ho letto questo libro ormai più di 10 anni fa, eppure ho ancora, tra i miei quaderni ricordo, tante citazioni che me ne ricordano la bellezza e la trama.
Cosa, scusate? Cosa sono i quaderni ricordo? Sarebbero la versione casereccia, per farmi capire, di ciò che oggi si chiama “Reading Journal”, in cui ogni “vero” o “accanito” lettore segna le citazioni e quello che lo ha colpito di un libro. Breve parentesi: uno di questi lo ho a casa (per essere al passo con i tempi) e mi concede, una volta sfogliata l’ultima pagina di un libro, di lasciare, nero su bianco, ricordi, commenti, citazioni, votazioni e la trama del libro che ho avuto le mani; vi lascio una foto per farvi capire di cosa parlo.
La citazione, che ho riletto e mi ha spinto a parlare di questo libro, è questa:
«Non riesco a vedermi con chiarezza.»
«Allora guarda negli occhi le persone che ti amano. Osserva ciò che vedono loro: è tutto ciò che ti serve per conoscere davvero te stesso.»
Nel raccontarvi di questo libro però non posso che andare di rievocazione. Nel leggere la citazione e ripensarci, ho infatti riprovato le stesse emozioni, ma se vi dicessi che ricordo, per filo e per segno, tutto del libro come uno di quelli che ho letto di recente, vi mentirei.
Un breve ma importante accenno alla trama
Gabriel Noone è uno scrittore, ma soprattutto un conduttore radiofonico. Quando facciamo la sua conoscenza ad inizio romanzo, è un uomo distrutto e in crisi per via della fine della sua relazione sentimentale, incapace di tutto, anche di scrivere.
In suo aiuto, per risvegliarlo dall’anestesia emotiva, il suo editore gli invia un manoscritto autobiografico di Pete Lomax, un ragazzino di tredici anni, vittima di abusi e vicissitudini che hanno quasi dell’impossibile, non tanto per la natura dei fatti raccontati, ma per cosa qualsiasi essere umano di soli tredici anni possa aver vissuto fino a quel momento. Scosso da questa storia, Gabriel stabilisce un contatto telefonico con Pete nel cuore della notte. Da quel momento nasce un rapporto intenso in cui due persone con posizioni ed età diverse si fondono in un’unica voce, accompagnata anche da Donna, la psicologa del ragazzo.
Perché parlo di un libro introvabile
Uno dei motivi che mi spingono a scriverne, invece di scegliere un libro più recente o noto, è perché merita davvero tantissimo: se un libro riesce a emozionarti al solo ricordo dopo tanti anni, vuol dire che ha fatto ciò per cui esistono le parole e i romanzi: scuoterti dentro.
Ma non voglio nemmeno nascondere, un’altra semplice motivazione: mi piacerebbe che lo leggessero in tanti, e che la richiesta fosse così alta da permetterne una rimessa in circolo, visto che ormai è introvabile se non nell’“usato”, e con tanta difficoltà nel reperirlo. Tra l’altro ho appena ordinato una delle copie che Libraccio.it aveva a disposizione perché in verità non ne sono più in possesso, l’ho prestata non so a chi e non l’ho mai più rivista. Non vedo l’ora di riceverlo, come fosse la prima volta che lo scopro.
Oltre che per la trama e la magistrale scrittura dell’autore, la cosa più bella di questo libro sono i dubbi che lascia. Mi piacciono i dubbi, pensate. In realtà no, per niente, anzi odio i dubbi. E chi mi conosce lo sa. Preferisco sempre e solo certezze, grandi o piccole che siano. Eppure questo libro vi lascerà alcuni dubbi e la bellezza sta proprio in questo. Perché non è detto che certi dubbi non facciano bene all’anima. A volte sono necessari, quasi come tappe obbligate per scoprire che ci sono serviti a camminare in avanti. Leggetelo e poi capirete perché do così tanta enfasi a questo aspetto.
Alcune curiosità rispetto al libro e all’autore.
Il libro, “Una voce nella notte” di Armistead Maupin, è tratto da una storia vera, così ho letto ai tempi quando le informazioni erano “meno veloci” ma comunque abbastanza affidabili, forse più delle fake e della disinformazione di oggi.
L’autore ha anche scritto un bellissimo romanzo di racconti che si chiama “I racconti di San Francisco”, libro da cui è stata tratta, proprio negli ultimi anni, una bellissima serie TV su Netflix.
Come potete vedere dalle locandine: abbiamo Robin Williams, Toni Collette, Sandra Oh (grandi nomi!) nel film tratto dal romanzo/storia vera di cui vi sto parlando in questo articolo. (Io però non so dirvi se meriti o meno, non l’ho mai visto; ho evitato perché non volevo che il film, per quanto interpretato da grandi volti, facesse perdere la poesia del romanzo, in cui quasi si sentono le voci sussurrare tra loro e se ne resta rapiti).
Nella serie TV, uno dei nomi che spicca maggiormente è Elliot Page, ai tempi della messa in onda della serie ancora Ellen Page (uno dei momenti chiave, quindi, del suo percorso vero e reale della vita, non da attrice). In generale però la serie è davvero godibile e meritevole, in questo caso l’ho vista.
Potrei stare a discuterne ancora di questo libro, ma la mia è una semplice domanda: voi lo conoscevate? Mi aiutate a farlo ritornare in “auge”?
Vi ringrazio di avermi letto, a presto per contenuti sui libri e altro ancora.
Super Nerd Verse





