"Quando ci vedono, cosa vedono?" la serie tv Netflix intitolata When they see us
Il cinema & tv nel Super Nerd Verse
In questo articolo parliamo di una serie che ha debuttato qualche anno fa, ma che ancora oggi possiede la capacità di commuovere e scuotere nel profondo. D’altronde, quando una storia è autentica, non può succedere il contrario.
“When They See Us”, la miniserie targata Netflix, tradotto letteralmente suonerebbe “Quando ci vedono”, ma il messaggio nascosto è molto più incisivo: “Cosa vedono, davvero, quando guardano persone come noi?”
La trama ripercorre il celebre caso di cronaca della jogger Trisha Meili, brutalmente aggredita a Central Park nel 1989. Le indagini si concentrarono rapidamente su cinque adolescenti di Harlem, dando inizio a una vicenda giudiziaria e mediatica che sarebbe diventata uno dei casi più controversi della storia americana.
Ava DuVernay, la regista, sceglie di non spettacolarizzare il dolore. Non cerca il colpo di scena né il sensazionalismo: lascia che siano gli sguardi, i silenzi e il peso delle conseguenze a parlare. Ed è proprio questa scelta stilistica a rendere la serie indelebile.
L’ABITO FA ANCORA IL MONACO?
È il dilemma che vi pongo oggi. Ho sempre rifiutato questo cliché, eppure a volte vacillo. Lo intravedo nei tribunali, dove gli imputati seguono un “manuale di stile” in giacca e cravatta per manipolare e convincere la giuria. Lo vedo in alcune aziende che spingono su inclusion e gender balance più per scalare le statistiche che per reale etica. Siamo spettatori di un gioco di prestigio: sappiamo che il trucco c’è, ma scegliamo di farci incantare. Ma allora vi chiedo:
perché un
“assassino ben vestito”
ci sembra meno colpevole di
“un innocente con tatuaggi e piercing”?
Domande su cui rifletto spesso.
Oltre alla potenza della trama, consiglio la visione per le interpretazioni magistrali di un cast d'eccezione, che vanta volti noti come Felicity Huffman, Vera Farmiga e Joshua Jackson. Preparatevi: con questa serie vi stupirete, vi arrabbierete, vi interrogherete e, soprattutto, vi commuoverete TANTO. Ogni episodio è costruito con una cura maniacale per i dettagli; in particolare, quello dedicato a Korey Wise è considerato da molti uno dei segmenti più intensi e strazianti mai realizzati per la TV.
Tornando al titolo, il pronome “loro” (they) funge da lente d'ingrandimento sull’intero sistema: coinvolge la polizia, i magistrati, i media e, implicitamente, anche noi dell’opinione pubblica. Il messaggio è drammatico: ogni volta che queste istituzioni guardavano quei cinque ragazzi di Harlem, non vedevano degli adolescenti, ma proiettavano su di loro pregiudizi razziali, trasformandoli istantaneamente in colpevoli.
Infine, se siete curiosi come me, leggerete online che la scelta della regista di intitolare l'opera When They See Us – preferendolo al più didascalico Central Park Five – racchiude un significato ancora più profondo. Mentre il vecchio nome ha finito per trasformare i ragazzi in un’etichetta giudiziaria, in un “caso” da archiviare, il nuovo titolo ribalta la prospettiva. Sposta l'attenzione dalla cronaca all'umanità negata: non sono più solo “i cinque di Central Park”, ma cinque persone che reclamano il diritto di essere viste per ciò che sono realmente.
Grazie di avermi letto, buona visione !!
Super Nerd Verse





