Paola Iezzi: molto più di una cantante. Il fascino di un’artista che ha saputo (ri)confermarsi sempre.
La musica nel Super Nerd Verse
“Paolaaa… oh Paolaaaa…” 🎶
Ogni volta che sento Tiziano Ferro intonare queste parole, nella mia mente compare sempre lo stesso volto: Paola Iezzi.
E se dovessi associarle un colore, sarebbe inevitabilmente il rosso. Il rosso della passione, dell’energia, della determinazione. Forse è anche per questo che Rosso Relativo, una canzone che non appartiene al suo repertorio, nella mia testa richiama quella stessa forza scenica che Paola è sempre riuscita a trasmettere. Un po’ come il colore dell’abito che indossa anche nel suo ultimo videoclip musicale.
Per me, Paola Iezzi non è soltanto una cantante. È una presenza. È uno stile. È quel tipo di artista che riesce a catturare lo sguardo senza bisogno di alzare la voce.
Ma non è solo questo a distinguerla. Sapete qual è la cosa che, personalmente, amo di più di Paola?
La sua autenticità.
Non ho la presunzione di dire di conoscerla davvero (magari). Ma ogni volta che la vedo sul palco, in un’intervista o nell’incontro con un fan, ho la sensazione che sia semplicemente se stessa. Ed è forse proprio questa autenticità, insieme alla dolcezza e al modo genuino con cui si rapporta alle persone, la qualità che più mi colpisce. E poi c’è quel suo atteggiamento quasi “anti snob” che trovo incredibilmente raro e che apprezzo tantissimo.
Chi è cresciuto tra la fine degli anni Novanta e i primi Duemila difficilmente può dimenticare Paola & Chiara. Due sorelle, due personalità differenti, capaci di costruire uno dei progetti pop più riconoscibili della musica italiana.
Concedetemi una battuta: Regno Unito, fate pure un passo indietro. Voi ci avete regalato le Spice Girls… ma noi abbiamo avuto Paola & Chiara.
Le loro armonie, le melodie leggere ma mai banali e quell’immagine sempre curata hanno accompagnato un’intera generazione. Brani come Vamos a bailar (Esta vida nueva), Festival, Furore e tanti altri sono diventati la colonna sonora di estati, viaggi, feste e pomeriggi passati ad ascoltare musica.
Io, ad esempio, ricordo ancora la pubblicità di una puntata di Dawson’s Creek accompagnata proprio dalle note di Vamos a bailar. Sono quei piccoli ricordi che ti fanno capire quanto certe canzoni siano entrate a far parte della nostra vita.
Ed è proprio qui che, secondo me, risiede uno dei loro più grandi punti di forza. Paola e Chiara non hanno mai cercato di assomigliarsi. Anzi.
Chiara ha sempre rappresentato una dolcezza spontanea, quasi eterea. Paola, invece, ha incarnato eleganza, intensità, sensualità e una presenza scenica capace di riempire il palco con assoluta naturalezza. Erano diverse, ed è stata proprio questa diversità a renderle così complementari.
Come accade a molti artisti, anche il loro percorso non è stato fatto soltanto di successi. Sono arrivati i momenti difficili, l’allontanamento artistico, le esperienze individuali e quel lungo silenzio che aveva fatto pensare a molti che la loro storia fosse ormai conclusa.
E invece no.
Perché alcune storie non finiscono mai davvero. Aspettano soltanto il momento giusto per ricominciare.
Il loro ritorno non è stato soltanto un’operazione nostalgia. È stato il modo per ricordare quanto il loro contributo al pop italiano fosse ancora vivo e quanto affetto il pubblico continuasse a provare nei loro confronti.
Nel frattempo Paola ha continuato a costruire il proprio percorso, esplorando nuove strade artistiche, lavorando come DJ, produttrice, giudice televisiva e collaborando con numerosi musicisti, senza mai perdere quella raffinatezza che l’ha sempre contraddistinta.
Forse è proprio questo ciò che più ammiro di lei: la capacità di evolversi senza rincorrere le mode, di cambiare restando sempre riconoscibile e di essere elegante senza risultare distante.
Oggi questo articolo vuole essere un piccolo tributo a Paola Iezzi. Ma parlare di Paola significa inevitabilmente parlare anche di Chiara, perché ci sono artisti che possono brillare da soli. E poi ci sono storie che acquistano tutto il loro significato proprio quando vengono raccontate insieme.
Grazie, Paola.
E grazie, Chiara.
Per aver regalato alla musica italiana una parte della sua colonna sonora e per aver dimostrato che, anche dopo il silenzio, alcune voci riescono sempre a trovare il modo di farsi ascoltare.
E ora so già quale sarà la mia prossima direzione: mettere le cuffie, alzare il volume e fare play su Stessa direzione, il nuovo singolo di Paola.
E voi? Lo state ascoltando in loop?
A presto,
Super Nerd Verse






