Immanuel Casto: provocatorio, tagliente e con molto da dire, come dimostra nel suo libro DiversaMente
I libri nel Super Nerd Verse
È comprensibilissimo: il nome di Immanuel Casto riporta automaticamente, almeno chi lo conosce, ai suoi brani più famosi, provocatori e spesso anche piuttosto spinti.
Eppure Immanuel Casto è arrivato nella mia vita proprio così, quasi per scherzo: un amico mi fece ascoltare una sua canzone e inizialmente rimasi un po’ “sorpreso”, visti i temi e i contenuti. Da quel momento, però, non ho mai smesso di seguirlo e, insieme a lui, ho scoperto anche Romina Falconi, con la quale collabora spesso. Due artisti meravigliosamente originali, capaci di unire le proprie personalità anche dal vivo, attraverso concerti e progetti condivisi.
Pochi sanno, però, che Immanuel Casto possiede un talento particolare anche nella scrittura e nell’analisi delle serie televisive, dei contenuti e, più in generale, delle dinamiche che caratterizzano la nostra società.
Soprattutto, è l’autore di un libro uscito poco più di un anno fa: “DiversaMente – Le relazioni spiegate da chi ha più cervello che cuore” , pubblicato da Bompiani a Maggio 2025.
Mi sono avvicinato a questo libro perché stavo vivendo una fase della mia vita nella quale, fatta eccezione per la mia relazione amorosa, mi sembrava di essere in netta ed evidente difficoltà nel comunicare con il prossimo e, in particolare, con uno dei miei amici più cari.
Che cosa potevo fare, allora, se non leggere e provare a capire meglio il modo in cui le persone stabiliscono e gestiscono le proprie relazioni sociali?
Dopotutto, entrare in relazione con il prossimo è uno dei bisogni fondamentali dell’essere umano. Il rapporto con gli altri è praticamente inevitabile, qualunque sia il contesto e qualunque sia il modo in cui scegliamo di comunicare.
Tra l’altro, arrivavo dal “mattonazzo” Il narcisismo di Alexander Lowen: un libro molto interessante, ma anche particolarmente impegnativo. Avevo quindi bisogno di continuare ad affrontare tematiche simili, ma attraverso un linguaggio differente, più immediato e accessibile.
Il titolo di Immanuel Casto sembrava quindi essere arrivato al momento giusto. Speravo potesse aiutarmi a comprendere meglio le difficoltà che stavo vivendo con uno dei miei amici più cari, con il quale la comunicazione era, diciamolo apertamente, andata un po’ a farsi fottere.
Ed è stata davvero una bellissima scoperta.
A prima vista il libro potrebbe sembrare quasi un saggio sulla comunicazione e sulle relazioni. Io, però, l’ho letto soprattutto come il racconto ragionato di qualcuno che ha vissuto sulla propria pelle determinate esperienze e ha deciso di analizzarle e condividerle.
Non si presenta come uno psicologo o uno psicoterapeuta, ma come una persona che ha osservato a lungo il modo in cui comunichiamo e, soprattutto, il modo in cui spesso non riusciamo a comprenderci.
Credo profondamente che la comunicazione sia uno dei passaggi fondamentali per imparare a fidarci di noi stessi e degli altri e per riuscire a conservare il più a lungo possibile i nostri rapporti, evitando che si sgretolino.
Il silenzio, infatti, può consumare lentamente una relazione, fino a provocare un’esplosione apparentemente improvvisa ma, in realtà, preparata da tutto ciò che non siamo riusciti a dirci. E quando questo accade, a volte tornare indietro diventa davvero difficile.
Leggendo il libro ho scoperto anche che Immanuel parla apertamente del proprio autismo e, più in generale, della neurodivergenza. È un aspetto che molte persone probabilmente non conoscono e che permette di comprendere ancora meglio il suo modo di osservare, analizzare e interpretare il mondo.
Non come qualcosa da nascondere e nemmeno come un superpotere da idealizzare, ma come un modo diverso di elaborare le informazioni e affrontare le relazioni.
Chi si ferma alla superficie delle sue canzoni potrebbe limitarsi a considerarlo un personaggio trash, provocatorio e sopra le righe. Scoprire questa parte di lui mi ha invece permesso di rileggere con maggiore attenzione anche i suoi brani, che spesso nascondono un fondo di verità e rappresentano una denuncia ironica, feroce e intelligente della società di oggi.
Questa premessa è importante per comprendere quanto Immanuel tenesse a condividere un libro come *DiversaMente*. Leggendolo, è quasi come se gli chiedessimo:
“Amico mio, ma tu come fai a vivere, sopportare e sopravvivere a certe dinamiche?”
E lui prova a risponderci attraverso esperienze personali, esempi concreti, grafici e schemi. Lo fa senza salire in cattedra, ma con il tono di qualcuno che sta parlando direttamente a un amico.
«Una volta ho fatto piangere un uomo. Al cinema.»
È con questa confessione, tanto spiazzante quanto sincera, che Immanuel Casto apre il suo libro. Racconta di un equivoco nato durante un invito al cinema, di una bugia detta per non ferire qualcuno e di come, anni dopo, quell'episodio sia diventato il punto di partenza per riflettere sulle relazioni, sulla comunicazione e sulle difficoltà che spesso incontriamo nel rapportarci agli altri.
Immanuel non offre soltanto esempi concreti, grafici e schemi, ma ci invita davvero a provare a pensare in maniera differente.
Il tallone d’Achille della comunicazione, infatti, potrebbe trovarsi proprio qui: nella nostra difficoltà a metterci nei panni degli altri e a comprendere che la persona con la quale stiamo parlando potrebbe non riuscire a vedere il nostro stesso punto di vista.
Io, a volte, me ne dimentico e finisco per fare parecchi danni.
Eppure so benissimo, per esempio, che se qualcuno mi dicesse semplicemente:
“Sei uno strxxo !!”
reagirei molto male e probabilmente smetterei immediatamente di domandarmi perché quella persona sia arrivata a formulare un’affermazione del genere.
Se, invece, la frase venisse riformulata in questo modo:
“Sai, penso che ultimamente, in alcune circostanze, tu sia stato str***o con me”,
la situazione cambierebbe.
Quella persona non starebbe definendo interamente ciò che sono, ma starebbe descrivendo alcuni miei comportamenti all’interno di un preciso arco temporale. Inoltre, utilizzando “penso”, mi starebbe comunicando il proprio punto di vista senza presentarlo come una verità assoluta.
A quel punto sarei probabilmente più portato a domandarle:
Mi spiegheresti perchè?
Le parole possono sembrare molto simili, ma il modo in cui vengono formulate può determinare se una conversazione finirà in uno scontro oppure diventerà un confronto costruttivo.
Sia nell’ambiente lavorativo sia in quello sociale mi accorgo che la comunicazione sembra essere passata di moda.
Forse perché ormai preferiamo commenti veloci, messaggi veloci e risposte veloci, anziché concederci il tempo necessario per affrontare un vero confronto.
Non vuole essere una critica: ognuno è libero di comportarsi come preferisce. Eppure i rapporti sani che sono riuscito a mantenere fino a oggi sono sempre stati il risultato di discussioni e confronti costruttivi. Non semplicemente di un mandarci a quel paese per partito preso.
Poi, per carità, ci sono anche persone che riesco a mandare al diavolo senza troppi problemi. Forse, però, accade perché non sono davvero interessato a salvare quel determinato rapporto.
È questa una delle riflessioni più interessanti che il libro mi ha lasciato: quando una relazione ci interessa davvero, comunicare richiede impegno. Non basta parlare; dobbiamo anche provare a capire ciò che l’altro vuole dirci, persino quando lo fa male o in un modo che inizialmente ci ferisce.
Credetemi: *DiversaMente* è un libro che regalerei e che, allo stesso tempo, avrei voluto ricevere in regalo.
Prendetelo in mano e leggetelo. Non risolverà magicamente la vostra vita, le vostre relazioni o tutti i vostri rapporti sociali, ma potrà almeno offrirvi qualche spunto sul quale riflettere e suggerirvi un modo differente di affrontare determinate situazioni.
Io, oltre che interessante, l’ho trovato anche davvero spassoso.
Immanuel, continui a dimostrarti un grande. Potremmo diventare potenziali amici o qualcosa di simile? :-)
Andrebbero bene anche gli amici di penna, considerando che per me è sempre stato più facile esternare ciò che provo attraverso le parole scritte che farlo di persona.
Un breve accenno alla sua storia è doveroso, per rispetto nei confronti di questo artista. Magari per molti di voi non sarà necessario, ma io sento comunque il bisogno di farlo.
Immanuel Casto, pseudonimo di Manuel Cuni, è nato in provincia di Bergamo, nel 1983. Vedete? I migliori sono proprio quelli degli anni Ottanta, come me: concedetemi questa piccola battuta.
Ha studiato grafica, arti visive e teatro e successivamente si è trasferito a Bologna, dove ha lavorato come art director. Nei primi anni Duemila ha dato vita al proprio progetto musicale, costruendo nel tempo una carriera originale e difficilmente incasellabile.
Immanuel è un artista poliedrico: cantautore, autore e sviluppatore di giochi, divulgatore e attivista LGBTQIA+.
Molti lo considerano fuori dagli schemi o persino un po’ “folle”. Io, come ormai sapete dopo avervi raccontato il mio brano manifesto, *It Takes a Fool to Remain Sane* degli Ark, amo le persone folli e autentiche.
Lo trovo originale, vero e sincero. Anche nelle sue canzoni più provocatorie riesco a intravedere un fondo di verità e una riflessione sulla società. Bisogna però avere la voglia di andare oltre la superficie per comprenderlo davvero. Come dice il mio slogan di questo sito web “Oltre la superficie” che è un invito ad andare oltre alle semplici apparenze e provare a immergersi in qualcosa o qualcuno e il modo in cui approccio ai miei articoli qui.
Nell’epoca del clic veloce e del giudizio immediato è purtroppo normale perdersi questa seconda, affascinante chiave di lettura.
Potrei dilungarmi ancora molto nel parlare di questo libro.
Quello che voglio lasciarvi è soprattutto questa considerazione però: sotto certi aspetti *DiversaMente* mi ha aiutato davvero.
In alcune situazioni ho provato a pormi in maniera differente, seguendo indirettamente alcuni dei suggerimenti contenuti nel libro, e il risultato è stato promettente.
Ovviamente non offre formule magiche. Il grosso del lavoro dipende sempre da noi e, inevitabilmente, anche dal prossimo. Ma io amo mettermi in discussione e trovo sempre utile incontrare qualcuno che, in maniera costruttiva, mi spinga a riflettere fuori dagli schemi.
Se non lo avete ancora letto, correte a farlo.
Credetemi: non soltanto non vi annoierà, ma probabilmente vi verrà anche voglia di farlo trovare sotto l’albero di Natale a chi ha difficoltà a comunicare con voi. Oppure a chi desidera migliorarsi continuamente e provare a comprendere meglio il prossimo, che è sempre una mente diversa dalla nostra.
Una “DiversaMente”.
Perché, in fondo, lo siamo tutti.
Immanuel, quando esce il tuo prossimo libro?
E voi lo conoscete? Avete già letto *DiversaMente*?
Fatemelo sapere.
A presto,
Super Nerd Verse






