"Close" è un film che TUTTI devono visionare almeno una volta nella vita.
Cinema & TV nel mondo Super Nerd Verse
I miei amici lo sanno, chi mi conosce sa che faccio a fatica a tratteneremi dal parlare di questa pellicola. Fosse per me ne parlerei ogni giorno perchè vorrei lo “visionassero” più persone possibili. Oggi vi parlo del mio amore per “CLOSE” di LUKAS DHONT.
Léo e Rémi hanno tredici anni e condividono non una semplice amicizia, una amicizia come ragazzini come loro due potrebbero definire con la A maiuscola. Sono inseparabili. Crescono fianco a fianco, si cercano con lo sguardo, si rifugiano l’uno nell’altro con quella spontaneità che solo l’infanzia conosce e che non ha bisogno di essere spiegata.
Ma esistono momenti in cui basta pochissimo per incrinare un equilibrio perfetto.
Quando alcuni compagni di scuola iniziano a insinuare che tra loro ci sia qualcosa di più di una semplice amicizia, quel legame puro e innocente viene improvvisamente messo sotto una luce diversa. Uno sguardo, una battuta, una parola pronunciata con leggerezza: elementi apparentemente insignificanti che finiscono per innescare una reazione a catena destinata a cambiare tutto.
Si parla spesso del celebre battito d’ali di una farfalla capace di provocare una tempesta dall’altra parte del mondo.
In Close, quel battito d’ali non è una farfalla.
È una parola.
Una sola parola, pronunciata nel momento sbagliato, che si insinua tra due anime e modifica per sempre il corso delle loro vite.
Non amo fare spoiler, quindi dovrei limitarmi a raccontarvi perché io sia così profondamente innamorato di questo film.
Non è un film semplice.
È un film difficile, complesso, lento nei tempi ma potentissimo nel suo impatto visivo ed emotivo. Uno di quei film che non si limitano a essere guardati: si insinuano dentro di noi e continuano a vivere molto tempo dopo i titoli di coda.
Quello che posso dirvi è che Close scuote la mia anima come uno spartito capace di suonare note diverse per ogni emozione e per ogni tema che affronta. Le aspettative sociali. La mascolinità tossica. La vergogna. La crisi d’identità. Gli stereotipi. Il senso di colpa. Il bisogno di resilienza. La ricerca della redenzione. La necessità di imparare a perdonare gli altri e, soprattutto, se stessi.
Con una delicatezza rara, il film affronta anche tematiche LGBTIA+, senza mai trasformarle in slogan o messaggi urlati, ma lasciando che siano le emozioni e gli sguardi dei protagonisti a parlare.
Persino i colori che dipingono le immagini sembrano trasformarsi insieme agli stati d’animo dei personaggi, accompagnandoci in un viaggio emotivo tanto silenzioso quanto devastante.
Close non è un film qualunque.
È l’opera di un regista straordinario, Lukas Dhont, capace di raccontare l’indicibile con una sensibilità fuori dal comune. E accanto a lui brillano due giovani attori semplicemente incredibili, capaci di sostenere sulle proprie spalle un racconto che difficilmente riuscirete a dimenticare.
Sfortunatamente il film è solo a pagamento presso alcune piattaforme.
Ma se potete visionatelo, fidatemi di me.
Grazie di avermi letto,
Super Nerd Verse





