Benvenuti a Spello, posto in cui la bellezza non va di fretta!
I viaggi nel Super Nerd Verse
Come vi avevo raccontato nel precedente articolo dedicato alle Cascate delle Marmore, nelle ultime settimane ho avuto la fortuna di scoprire alcuni dei luoghi più belli dell’Umbria e tra questi Spello ha conquistato un posticino nel mio cuore.
Arrivando in questo luogo ci troveremo in un antico borgo di nemmeno diecimila abitanti situato in provincia di Perugia. L’accoglienza che Spello riserva ai suoi visitatori è di quelle che non si dimenticano facilmente, è proprio il luogo a darti questo benvenuto, tutto sembra dipinto con la delicatezza di un acquerello, come se qualcuno avesse costruito questo borgo pennellata dopo pennellata.
La chiamano la capitale dei fiori e bastano davvero pochi passi per capirne il motivo, si incrociano subito vicoli colorati e profumati grazie alla presenza di piante felici di esser lì. È quasi tutta in salita, ma si è talmente rapiti da ciò che ci circonda che non ci si accorge nemmeno della fatica.
Ad accogliere i numerosi visitatori troveremo questa porta ad arco:
Si tratta della Porta Venere, una delle porte monumentali della città romana, costruita nel I secolo d.C. durante l’età di Augusto. Accanto si innalzano le celebri Torri di Properzio. Varcata questa porta si entra subito nel cuore della città antica: oltre questa porta il traffico lascia spazio ai vicoli medievali.
Scopriamo che è uno di quei borghi che sembrano aver stretto un patto con il tempo: qui nessuno corre davvero, le mura medievali custodiscono secoli di storia, ma anche qualcosa di molto più raro nel mondo moderno: il silenzio. Un silenzio fatto di pietra, fiori e luce. Devo confessare che il silenzio non era proprio sempre e ovunque, quel giorno di sole il posto è stato in realtà molto affollato, eppure si riusciva comunque a distaccarsi dai rumori.
Passeggiando tra i vicoli ci si accorge presto che non esiste una strada qualunque. Ogni angolo sembra costruito per sorprendere. Una scala decorata da vasi colorati, un arco che incornicia il cielo dell’Umbria, un balcone ricoperto di gerani, una finestra socchiusa da cui arriva il profumo del pranzo. Spello non cerca di stupire con monumenti giganteschi: conquista con i dettagli.
Le possenti mura augustee, lunghe oltre due chilometri, abbracciano ancora il borgo e sono considerate tra le meglio conservate d’Italia.
Ognuno di questi ingressi sembra raccontare il passaggio di mercanti, soldati e pellegrini che per secoli hanno attraversato queste strade.
È proprio questo che rende speciale il borgo.
Un’altra porta che aspetta i suoi visitatori è la Porta Consolare, uno dei monumenti simbolo di Spello di cui lascio la foto.
Non conoscevo né origini né nulla di questo luogo quindi vi confesso che, come è mia prassi, una volta che entro in qualche posto a me sconosciuto “guglo” (voce del verbo andare su Google per qualunque motivo) la qualunque. Quindi qui vi riporto quello che ho potuto leggere:
Le origini di Spello affondano nell’epoca degli Umbri, ma fu con i Romani che la città raggiunse il suo massimo splendore.
L’imperatore Augusto le conferì il prestigioso nome di Hispellum, trasformandola in uno dei centri più importanti della Via Flaminia.
Ancora oggi passeggiando nel centro storico è possibile ammirare alcune delle testimonianze meglio conservate dell’epoca romana.
Proseguendo nella nostra passeggiata scopriamo che qui non esiste un singolo monumento ma è proprio il borgo a essere il monumento.
Le case in pietra, le persiane in legno, i balconi ricoperti di gerani e le centinaia di vasi trasformano ogni strada in un piccolo giardino, sono gli abitanti che amano il loro luogo a curare personalmente ogni angolo.
Non è un allestimento turistico: è semplicemente il modo in cui vivono il loro paradiso di mondo.
Nella foto in cui mi vedete seduto davanti alla scala decorata mi trovo in uno degli angoli più conosciuti di Spello. Non è un monumento storico, ma è diventata uno dei simboli del borgo grazie ai vasi dipinti che adornano ogni gradino.
Rappresenta perfettamente lo spirito di Spello: trasformare anche una semplice scala in qualcosa di bello, molti visitatori vengono apposta per fotografare solo questa:
Nella foto che allegherò più giù noterete invece un lungo muro in pietra che costeggia la strada, in quel momento stavo camminando accanto a un tratto delle mura augustee, costruite oltre duemila anni fa, considerate tra le mura romane meglio conservate d’Italia. Ovviamente le mure seguono ancora oggi quasi interamente il perimetro della città antica.
Passeggiare accanto a queste pietre significa letteralmente camminare lungo una storia iniziata ai tempi dell’imperatore Augusto.
Qui il bello è proprio non sapere dove si sta andando. Ogni curva regala un nuovo scorcio. Ogni porta racconta una casa abitata. Ogni finestra sembra uscita da un dipinto.
È il motivo per cui Spello viene spesso definito uno dei borghi più romantici d’Italia.
Tornando al suo soprannome, le fotografie dei vicoli più tranquilli, con pergolati, fiori e piccole botteghe, mostrano invece la parte forse più autentica di Spello. Durante tutto l’anno gli abitanti trasformano vicoli, finestre e scalinate in piccoli giardini sospesi. Ogni vaso è curato come se fosse parte della casa, ogni balcone racconta l’amore dei cittadini per il proprio paese.
Ma è nel periodo del Corpus Domini che Spello si trasforma davvero (e spero di tornare proprio in questa occasione) perché è da qui che nascono le celebri Infiorate di Spello, una tradizione che richiama visitatori da tutto il mondo.
Durante la notte centinaia di volontari realizzano tappeti floreali giganteschi utilizzando esclusivamente petali, semi, foglie ed elementi naturali, al mattino il paese diventa un museo a cielo aperto. E poche ore dopo… tutto scompare.
Una forma d’arte meravigliosa destinata a vivere soltanto un giorno.
Le cose belle, si sa, non sono eterne, ma questo contribuisce a rendere tutto ancora più speciale.
Il paese ovviamente è ricco di botteghe artigiane, atelier e gallerie d’arte, dove artisti locali espongono quadri, ceramiche, tessuti e oggetti realizzati a mano.
Passeggiando nel centro storico capita spesso di imbattersi in piccole esposizioni che creano un affascinante dialogo tra il patrimonio storico del borgo e la creatività contemporanea.
Insomma io vi consiglio di arrivare qui e scoprire questo borgo che è tutto da vivere senza una meta precisa.
Qui non troverete una lista di monumenti da spuntare. Ci si deve perdere, perché è proprio perdendosi che si scopre davvero Spello.
Proverete così la mia stessa sensazione: vicoli stretti che si aprono all’improvviso, antiche porte in pietra, scorci fioriti, torri medievali e quella famosa scala decorata che ormai è diventata uno dei simboli del borgo.
Spello vi resta nel cuore non perché impressiona con la sua grandezza, ma con la delicatezza, non alzerà mai la voce e non cercherà di atteggiarsi. Ti invita semplicemente a rallentare perché forse inconsapevolmente ci invita a non avere fretta. Ti basta sederti su una scalinata, ascoltare il rumore dei passi sul selciato delle persone, a osservare un vaso di gerani che prende il sole. Mostrandoci tutta la sua potenza nella capacità, sempre più rara, di ricordarci che la bellezza non ha fretta.
Correte a visitarla appena potete,
A presto
Super Nerd Verse









